Storia

(dallo Statuto comunale)

Il territorio di Sorisole e’ costituito dalle seguenti località: Sorisole capoluogo, la frazione di Petosino, la frazione di Azzonica, e dai nucclei edificati storicamente riconosciuti dalla comunità che sono: Premerlino, Comunelli, Botta Alta, Serit (Grom), Sant’Ana, Grumel mez, Boscalgisi, Madonna dei Campi, Rigla, Botta Bassa, Laxolo, Castel dè Pilis e Canvarola-Valli. Il territorio del Comune di Sorisole si estende per chilometri quadrati 12,32 e confina con i comuni di Zogno, Ponteranica, Bergamo, Paladina, Almè, Villa d’Almè e Sedrina. Fisicamente il territorio di Sorisole comprende il Canto Alto (m. 1.146) e le sue pendici, le colline, le vallate ove scorrono i torrenti Quisa, Morla, Rigoss e Porcarizza, Bondaglio, per i tratti compresi nei confini comunali e la piana detta dei Dross a Petosino.

 

(Fonte Wikipedia)

L’origine del toponimo dovrebbe trovare origine da Siliceolae, con il quale si indicherebbe una località posta in prossimità di una strada selciata. Tuttavia questa non è l’unica ipotesi riguardante l’origine etimologica del nome, che potrebbe derivare anche dal nome proprio Surridius, oppure da super insulam, indicando un territorio posto a nord di quella che comunemente è conosciuta come Isola bergamasca. Anche l’attuale frazione di Azzonica, un tempo separata da Sorisole, ha un’antica origine, tanto che il suo toponimo potrebbe derivare dal nome personale Azzone, di chiara origine germanica. Tuttavia queste sono solo ipotesi, non accompagnate da elementi certi.

Nella sua Storia Sorisole ha condiviso spesso il proprio destino politico ed amministrativo con il vicino paese di Ponteranica, con il quale si trovava inserito già nella corte regia della Morla di epoca longobarda.

Ed è a questo periodo che risalgono i primi documenti scritti che attestano l’esistenza del borgo: nel 747 un atto infatti riporta che alcuni terreni appartenenti al fundus di Sorisole vennero donati dal re longobardo Rachis al prete Limenone.

Il periodo successivo fu caratterizzato dallo sviluppo del feudalesimo che, inserito nel contesto del Sacro Romano Impero, vide i due borghi finire in gestione alla diocesi di Bergamo prima, ed ai monaci della valle di Astino poi, come riportato in documenti e testamenti.

Dopo una breve parentesi comunale (documentata con atti risalenti al 1249), quell’epoca si caratterizzò per i violenti scontri tra le fazioni guelfe e ghibelline, che non risparmiarono nemmeno i borghi di Sorisole ed Azzonica. Entrambi di fazione guelfa, rivestirono un ruolo di primissimo piano nello scenario delle lotte nella provincia bergamasca. Questo costrinse i paesi a dotarsi di fortificazioni intorno al nucleo abitativo.

Le cronache del tempo ci raccontano numerosi fatti di sangue, incendi e distruzioni negli ultimi anni del XIV secolo, con attacchi e rappresaglie a cui pose momentaneamente fine l’intervento di Galeazzo Visconti. La tregua durò poco, tanto che già nel 1404 i ghibellini della città di Bergamo attaccarono Sorisole e Ponteranica, distruggendo edifici difensivi e causando più di trecento morti.

La situazione si ribaltò due decenni più tardi con l’arrivo della Repubblica di Venezia che appoggiava la fazione guelfa. La Serenissima emanò una serie di privilegi ed agevolazioni per Ponteranica e Sorisole, che si erano apertamente schierate a favore della dominazione veneta durante le lotte che questa combatté contro il Ducato di Milano sostenuto dai ghibellini.