Curiosità

L’Inno di Sorisole

Pur essendo soltanto un Comune, il paese vanta da più di cinquant’anni, un inno composto dal Molto rev. mons. Andrea Paiocchi (ora Prevosto di Santa Caterina in città ed allora Curato a Sorisole). Viene eseguito durante manifestazioni ufficiali.

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I ragazzi delle scuole medie di Sorisole eseguono l’Inno (Diretti dal prof. Luciano Mastrorocco alla tastiera il Preside prof. Mazzocchi) durante l’inaugurazione del Municipio il 28 ottobre 2006.

 

 

 

 

 

 

 

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L’UFO precipitato il giorno di Santa Lucia del 1884

Merita menzione che il Center for the Study of Extraterrestrial Intelligence (CSETI) al settimo posto degli UFO crash (letteralmente in italiano “schianto di UFO” nel senso di “UFO precipitati” si intende lo schianto al suolo di un oggetto volante non identificato, sia esso di matrice extraterrestre o terrestre) figura Sorisole al n. 007 di identificazione con la dicitura “Furono anche visti degli “omini piccoli che emettevano striduli versi”:

Di seguito riporto uno degli ultimi articoli apparso in proposito

(Bergamopost 19 luglio 2015).

Fredda è la notte del 13 dicembre 1884. La gente è rintanata in casa, i pochi che si attardano per la strada si sentono scuotere da un rombo improvviso. Alzano gli occhi al cielo e assistono a qualcosa che resta un mistero ancora oggi. Un bagliore squarcia il buio, poi un fortissimo boato scuote la terra. “A shining body came down from the sky crashing onto a field in Sorisole, near Bergamo”. Un corpo luminoso venne giù dal cielo schiantandosi in un campo di Sorisole, vicino a Bergamo. Poche parole custodite negli archivi del Cseti (sedicente Center for the study of extraterrestrial intelligence) descrivono così uno degli episodi più strani della storia orobica.

Fu un meteorite? Può darsi. Ma il Cseti raccoglie anche un’altra ipotesi, fatta propria anche dal Cisu (Centro italiano studi ufologici). E c’è da sentirsi ghiacciare il sangue nelle vene. «Fu il primo caso conosciuto di una serie di possibili incidenti Ufo in Italia». Insomma, se mai un disco volante è precipitato sullo Stivale, la prima volta potrebbe essere capitato proprio a Sorisole. Non è dato sapere cosa ne fu del misterioso oggetto. Non si sa chi lo trovò e soprattutto cosa trovò. Qualche cronaca dell’epoca parlò di una burla. Notizie patrie ne scrisse con ironico disincanto: «Un bolide caduto a Sorrisole chiama parecchi curiosi a visitarlo; ma questi saliti colassù si accorgono che è un pesce d’aprile imbandito in dicembre da mettere accanto al lupo feroce delle montagne di Nese». Certezze, però, non ce ne sono. E comunque «uno sfavillante corpo celeste fu visto saettare nel cielo di Bergamo». Come sia andata davvero non si sa, ma qualcuno ha tramandato la storia, fino a farla sedimentare in Internet e a farla rimbalzare in giro per il mondo.

Nelle cronologie ufologiche, il presunto caso di Sorisole figura al sesto posto dei presunti schianti alieni nel mondo. Il primo risale addirittura al 2000 avanti Cristo, nel Grand Canyon. Poi nell’840 a.c. i marziani cadono nei pressi di Lione. Un buco di due millenni abbondanti, poi ecco che gli sprovveduti galattici si rifanno vivi precipitando a Cadotte Pass, in Missouri. È il 6 giugno 1884. Nello stesso periodo qualcosa di simile accade a Holredge, in Nebraska. E in dicembre tocca al paese bergamasco. Con ben 63 anni di anticipo sul celebre incidente di Roswell, New Mexico, considerato dai complottisti la prima vera prova (nascosta dall’Air Force) del maldestro arrivo degli omini verdi sul nostro pianeta.

In Bergamasca, però, E.T. è tornato spesso e volentieri. Almeno a sentire coloro che hanno visto, o credono di aver visto. Verso la metà del novembre 1942, in pieno pomeriggio, uno strano oggetto viene notato volare a bassa quota in direzione di Seriate. Il 3 ottobre 1954 alcuni alpinisti scorgono un “bolide affusolato sibilante” sorvolare il lago del Barbellino. Un eccesso di grappa? Chissà. Fatto sta che il 1954 è un anno di attività aliena frenetica. Il 3 dicembre la torre di controllo di Orio rileva un oggetto volante a forma di “cappello allungato”. E il 30 dicembre, a Sommaprada di Clusone, si verifica l’episodio più inquietante di tutti. Un autentico incontro ravvicinato del terzo tipo, come quello del film di Spielberg (girato 23 anni dopo, però). Un residente avvista un “sigaro volante” sopra le case, ai margini dell’abitato. Poco più tardi, verso le 6.30, due umanoidi “alti un metro, con casco e tuta nera”, vengono visti aggirarsi al limitare del bosco.

Gli avvistamenti proseguono negli anni, provocando a volte anche le chiamate preoccupate dei cittadini alle forze dell’ordine. Nel settembre 1973 un disco volante invade addirittura lo spazio aereo del Seminario: interviene prontamente la Questura, i marziani si tolgono di torno. Nel 1974, a Caravaggio, si parla addirittura di effetti fisici: strane macchie compaiono sulla pelle di una bambina dopo un avvistamento. E poi ancora globi luminosi sopra il lago d’Iseo, evoluzioni aeree sopra Bratto, erba bruciacchiata a Vertova dopo l’atterraggio di un “tronco di cono”.

Non ci siamo fatti mancare niente, nemmeno i cerchi nel grano, spuntati diverse volte negli ultimi anni tra i campi della Bassa. Nel 2009 a Brignano arrivò sul posto un sensitivo che disse – bontà sua – di avvertire vibrazioni positive tra le spighe piegate. Gli avvistamenti proseguono, figuriamoci, anche nell’era degli smartphone e dei social network. Di tanto in tanto qualcuno li “posta”, spaccando in due il popolo di Facebook: da una parte gli scettici, dall’altra quelli che “in fondo, nell’universo mica possiamo essere soli”. Nel 2014, dal finestrino del volo Bergamo-Londra, un passeggero notò e fotografò un oggetto grigio affiancato al jet di linea.

Ognuno è libero di credere a quel che vuole. Ma al netto di illusioni ottiche, palloni sonda, allucinazioni, lanterne cinesi, fari da discoteca e (soprattutto) eccessi alcolici, qualcosa di strano rimane nell’aria. Lo ammettono persino i servizi segreti di mezzo mondo, che di tanto in tanto tolgono il “top secret” a qualche dossier. Anni fa l’Fbi riferì di mucche tagliate esattamente a metà e dissanguate chissà come, giusto per citare un “X Files”. I russi raccontarono addirittura di alieni sorpresi a passeggiare in un parco di Voronezh. Senza dimenticare ciò che accadde a Tunguska, in Siberia, dove milioni di alberi furono inceneriti in un secondo da un lampo scorto a 700 km di distanza. Al confronto, lo schianto di Sorisole è un mortaretto di Capodanno. Che però, 131 anni dopo, continua a far rumore.

 

La divisa Grigioverde

2 aprile 1906. Sulle pendici del monte Canto Alto il Battaglione Morbegno del 5º Reggimento Alpini, comandato dal tenente colonnello Donato Etna, sperimentò per la prima volta la nuova divisa di colore grigioverde in sostituzione di quella tradizionale (giubba turchina e pantaloni bianchi) troppo appariscente.

2 aprile 1906. Sulle pendici del monte Canto Alto, in territorio di Sorisole, il Battaglione Morbegno del 5º Reggimento Alpini, comandato dal tenente colonnello Donato Etna, sperimentò per la prima volta la nuova divisa di colore grigioverde in sostituzione di quella tradizionale (giubba turchina e pantaloni bianchi) troppo appariscente.

Il Colonnello Etna fu uno dei padri del “grigioverde”. L’idea originale nacque in seno al CAI (Club Alpino Italiano). A lanciarla e sostenerla fu nel 1905 Luigi Brioschi Presidente della Sezione di Milano del CAI, il quale non riuscì in un primo tempo a convincere lo Stato Maggiore sull’opportunità di dotare l’esercito di una divisa meno appariscente che mimetizzasse il soldato nell’ambiente in cui operava. Ma il Brioschi non desistette ed ebbe la ventura di entrare in contatto con il Comandante del Btg “Morbegno” Ten.Col. Etna, che già si era posto il problema e che con entusiasmo ne accolse l’idea. Etna grazie alle sue relazioni di corte (era sovente gradito ospite della Regina Margherita) riuscì ad interessare all’iniziativa il Ministero della Guerra. Grazie ad un contributo personale di Lire 500 da parte del Brioschi, nel 1906 venne costituito il “Plotone grigio” formato da 40 alpini tratti dalla 45 Compagnia del “Morbegno”. Nell’Ottobre di quell’anno in occasione della visita dei sovrani all’Esposizione, il Plotone grigio montò la guardia a Palazzo Reale di Milano e venne passato in rivista dal Re Vittorio Emanuele III. Seguì una lunga serie d’esperimenti e d’esercitazioni di marcia e tiro per i quali tutta la 45 Cp venne trasformata in “Compagnia grigia”. Non mancarono dissensi e polemiche da parte di chi vedeva nella soppressione delle sgargianti divise ottocentesche una perdita di prestigio dell’esercito. Gli studi portarono a modifiche di fogge e di tinte che si concretarono nella disposizione 458 comparsa sul “Giornale Militare” in data 4 Dicembre 1908, con la quale si stabilì l’adozione del “Grigioverde” per la divisa dell’Esercito Italiano.

Il poligono militare restò presente a Sorisole fino alla metà del secolo XX.

 

Il lotto dei Morti

Caratteristica tutta particolare di Sorisole è il cosiddetto Lotto dei Morti.

Questa singolarissima tradizione è da tempo immemorabile presente soltanto nei territori di Sorisole e di Ponteranica.

I “Lotto dei morti” sono vissuti con viva partecipazione dalle comunità parrocchiali e sono tenuti solitamente dopo i vespri cionclusivi del solenne Triduo defunctorum.

Nelle settimane antecedenti al triduo incaricati parrocchiali vendono numeri per una speciale lotteria che saranno poi estratti con la possibilità di vincere le “grazie” appese all’esterno della fabbriceria. Tali “grazie” erano oggetti della tradizione o di fabbricazione artigianale, animali o prodotti tipici dell’attività agricola o casearia locale. Oggi sono, per la maggior parte leccornie, vini o prodotti confezionati, il premio finale, che non manca mai, è solitamente una pecora, un montone, una capretta o un becco. Prima dell’estrazione, da un esperto banditore, sono messi all’incanto cestini, salami, gerle, gerle o gabbie, galline, formagelle, ecc.

A Sorisole: Prima domenica di Quaresima e domenica successiva al 2 novembre.

Ad Azzonica: domenica successiva al 2 novembre.

A Petosino: domenica successiva al 2 novembre.